Meglio investire nel conto deposito o nel mattone?

Ultimo aggiornamento: 11 marzo 2013

conto deposito o mattoneInvestire nel mattone è sempre stato un modo per guadagnare. Si comprava ad un costo e poi si rivendeva con prezzo maggiorato. Nel lasso di tempo che intercorreva tra acquisto e vendita, la maggior parte degli immobili veniva affittato per trarne un altro guadagno aggiuntivo.

Tutto questo ora inizia a perdere il senso a causa delle tasse e delle spese che si affiancano ad un contratto di affitto.

Il filo concettuale che vogliamo seguire oggi è una semplice comparazione tra l’investimento immobiliare e l’investimento nel conto deposito.

Sebbene appartengano a due campi completamente diversi, in questo momento hanno un elemento molto simile in comune: il rendimento annuale.

Per acquistare un immobile occorre avere un grosso capitale oppure si ricorre ad un mutuo da pagare nel corso degli anni. Come si affronta l’acquista non inficia il fatto che si tratta di mettere in gioco un grosso capitale.

Se l’intenzione è quella di guadagnare grazie all’affitto, devono essere considerate alcune spese obbligate ed alcuni valori economici.

Secondo alcune stime di mercato, un immobile affittato frutta ogni anno il 4,36% al lordo del capitale investito.

Possedere un immobile obbliga al pagamento della tassa IMU che coincide con un’aliquota minima dello 0,76% fino a quella massima pari all’1,06%. Ogni comune può scegliere, in questo range, quante tasse richiedere ai propri residenti o proprietari di case.

Quando si mette in affitto una casa regolarmente con contratto di affitto, si paga una tassa sull’aumento di reddito che ne deriva. Si tratta di pagare il 21% di tasse sulla somma avuta di affitto annuale, nel caso di affitto regolare e del 19% se si parla di canoni di locazione agevolati.

Il conto deposito prevede anche esso delle spese che si ritrovano nell’imposta di bollo annuale  dello 0,10% e nella tassa sul rendimento pari al 20%, tassa sempre annuale. Ma un capitale investito rende ogni anno anche il 4% lordo.

Come si può facilmente capire, il deposito comporta un minor numero di spese e quindi un maggiore guadagno finale.

Ipotizziamo di avere 200.000 euro come capitale base per i nostri investimenti. Se l’investiamo in un immobile, ne potremmo trarre un affitto mensile di 600 euro per un totale annuale di 7200 euro.
A questa cifra vanno sottratte le varie tasse: l’imu sul valore catastale che potrebbe coincidere con circa 1000 euro annuali.

Andranno sottratti anche i soldi relativi alle tasse sull’affitto del 20% che arrotondiamo a 1400 euro annuali. Alla fine puoi guadagnare circa 4800 con un investimento di 200.000 euro.

Se investiamo lo stesso capitale in un prodotto bancario annuale, gli interessi netti che potresti ottenere potrebbero essere del 3,5% e quindi 7000 euro annuali.

Su questo guadagno devi sottrarre la tassazione del 20% e l’imposta di bollo che in questo caso sarebbe al massimo di 1200 euro. Ma per fortuna molte banche scelgono di accollarsi questo costo e quindi tu non lo pagheresti, ottenendo così un rendimento netto di 5600 euro.

Oltre ad un rendimento e guadagno superiore, con il conto deposito  non avresti gli oneri legati al decadimento di un immobile e alla riparazione dei danni dovuti dagli inquilini. Quindi oggi è un ottimo strumento finanziario, facile e sicuro in con cui investire. Scopri qui quello migliore.

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